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Bilingual blurb

English

Songs of death and misery – but in a fun way!

Alex does acoustic blues, from foot-tappers to moans. He uses a conventional Martin guitar, a Fender resonator, sings and plays blues harp.

He lives near Pontremoli, in the heart of the Lunigiana – the northern tip of Tuscany.

Alex is a white baby-boomer from Birmingham, England. He’s lived in Germany, Wales, Ireland and Australia, (and Scotland too, way back) and now lives in Tuscany.

“Why?”, you might ask. “Why do you want to know?”, he might answer.

He was involved in “folk” music – acoustic country blues – in the folk collision of the 1960s and the folk clubs of that day. Much good it did him, and he soon had to get a day job.

He has been unfaithful, even spending time blowing into an Irish flute. The cat liked it, though she did prefer the tin whistle.

But now he’s back to music rooted in blues, played on guitars and a bunch of harmonicas. It’s bastardized music, to be sure, but it has the traditional mix of foot-tapping rhythm, pain, misery, loss, death, depression and resignation to brighten the darkness of anyone’s soul.

Italiano

Canzoni di morte e miseria – ma in modo divertente!

Alex esegue il blues acustico, che va dal ritmo scandito con i piedi ai gemiti. Usa sia una chitarra convenzionale, che una chitarra resofonica a risuonatore, canta e suona l’arpa blues.

Vive vicino a Pontremoli, nel cuore della Lunigiana – la punta settentrionale della Toscana.

Alex è un figlio del baby-boom del dopoguerra; è di Birmingham, in Inghilterra. Ha vissuto in Germania, Galles, Irlanda e Australia, (anche in Scozia, molto tempo fa), e ora vive in Toscana.

Magari gli potresti chiedere: “Perché?” e lui ti potrebbe rispondere: “Perché vuoi saperlo?”.

È stato impegnato nella “musica folk” – il  country blues acustico – durante il periodo del folk revival degli anni Sessanta e nei “folk club” di quei giorni. Gli ha fatto così bene (!) che ben presto è stato costretto a cercarsi un lavoro per guadagnarsi il pane.

Ha commesso dei peccati di infedeltà musicale – passando perfino il tempo a soffiare in un flauto irlandese. Alla gatta è piaciuto, anche se lei preferiva il “tin whistle”.

Ma ora è tornato alla musica radicata nel blues, suonata su chitarre acustiche e diverse armoniche a bocca. È una musica imbastardita, è vero, ma ha il mix tradizionale del ritmo scandito col piede, il dolore, la miseria, il senso di  perdita, la morte, la depressione e la rassegnazione per illuminare il buio dell’anima di chiunque.